Tradizioni e cucina
Le Tradizioni e la gastronomia Gallipolina
In Gallipoli si ha l'impressione che il tempo si sia fermato: usi e costumi sono rimasti inalterati nel tempo e i Gallipolini rispettano le tradizioni anche in cucina e così, in determinati giorni dell'anno, legati a festività religiose, si preparano piatti particolari: a Pasqua "li milaffanti" e "lu spazzatu di agnello", a Natale - per il cenone della vigilia - "pittule" di vario tipo con il baccalà, con le seppie e il cavolfiore o con la "minoscia" e ancora la pastina con il latte di mandorla, "il capitone" arrostito con alloro e , per dolce, "i pustraddhuzzi" e "le pittedde".
Il pesce è l'ingrediente principale dei piatti gallipolini, sia nei primi che nei secondi: gustosissimi i tubetti ai frutti di mare e le patate al forno con il riso e le cozze, ma anche le fritture miste, le grigliate al cartoccio, gli arrosti di saraghi, dentici e seppie.
Vari sono i modi di preparazione del polpo: cotto in pignata "tuttu paru" ovvero con pomodori, cipolla, olio, e odori oppure condito con un emulsione di olio, prezzemolo, limone e aglio.
La Scapece
Non si può, parlando di gastronomia, non menzionare una specialità
tipica della tradizione marinara "la scapece".
Un tempo piatto del popolo, oggi, sui menu dei ristoranti; si prepara con pesci di piccole dimensioni, prima fritti, poi sistemati dentro barilotti di legno alternandoli a strati di pane grattugiato bagnato con aceto bianco misto a zafferano. Nelle feste patronali la scapece, sulle bancarelle, è un elemento classico come le luminarie e i fuochi d'artificio.
Articolo curato dalla Sig.ra Cristina Pagliarini
|