Teatro Garibaldi
Un'idea vacanza: Visitare Gallipoli
Il Teatro, costruito da Luigi Bonaventura nel 1825, nasce
come teatro privato, segno della superiorità della classe
nobiliare.
All'inizio è denominato "Giglio" in onore
della Casa reale dei Borboni e in omaggio al re Francesco I; dopo
il 1860 viene intitolato a Garibaldi.
Diviene comunale nel 1874 e nel 1877 viene effettuato un primo restauro
da parte dei gallipolini Gregorio Consiglio e Giacomo Papaleo, nonché
del leccese Oronzo Bernardini che aveva progettato il Paisiello
di Lecce.
Nel 1856, durante la rappresentazione dell'Ernani di Verdi, eseguito
in occasione della festa per il genetriaco della regina, i liberali
gallipolini si rifiutano di assistere all'esecuzione dell'inno reale
e abbandonano la sala.
Il frontale è in carparo e pietra leccese e riproduce l'archiettura
caratteristica della cultura classica greca; sulla trabeazione c'è
lo stemma della città.
La sala ha forma di ferro di cavallo e la pavimentazione in legno
di rovere.
Le sedie erano di legno di faggio, oggi, dopo l'ultimo restauro
e l'inaugurazione avvenuta nel dicembre 2008, sono in velluto rosso;
il fronte, a fornice, è decorato con un dipinto di marca
napoletana, che rappresenta due figure alate femminili con il chitone
greco. Tra di esse al centro un orologio con cornice dorata.
La volta della sala è costituita da più ellissi; quella
centrale raffigura tre amorini che cingono una lira.
Anticamente dal centro della volta pendeva un lampadario in cristallo
con candele in cera; sessanta lumi illuminavano la sala, di questi:
quaranta erano in porcellana, venti in latta.
Articolo curato dalla Sig.ra Cristina Pagliarini
|