Piazza Canneto
La Chiesa di S. Maria del Canneto
Nelle vicinanze del ponte seicentesco che permette l'accesso al
centro storico di Gallipoli, su piazza Aldo Moro, comunemente detta
piazza Canneto, in una cornice che testimonia la storia e la bellezza
della città, si ergono la Fontana antica, la Cappelletta
di S. Cristina e la Chiesa di S.Maria del Canneto.
Lo scenario bellissimo e suggestivo è completato, lì
dove una volta c'era l'antico porto - oggi Mare piccolo o
Seno del Canneto - , dalla presenza del Castello e
del Rivellino.
La Chiesa di S. Maria del Canneto sorge nelle vicinanze
di quel tratto di mare che ,un tempo paludoso, proliferava di canne
e giunchi e lì, in un luogo detto appunto "canneto"
i pescatori riparavano le reti.
Inizialmente intitolata alla Vergine della Visitazione, cambiò
nome, si racconta, in seguito ad un evento prodigioso: nel "canneto"
i pescatori trovarono un'icona della Madonna in mezzo alle fiamme
di un fuoco che però non consumava nulla.
Il dipinto fu portato nella vicina Chiesa che ebbe così
la nuova denominazione di S. Maria del Canneto.
A destra del gruppo della Visitazione, un bassorilievo ricorda l'episodio
del ritrovamento dell'icona della Madonna.
Sulle origini della Chiesa sappiamo poco; si può ipotizzare
la collocazione storica tra il secolo XIII e il secolo XIV e sin
dal 1260 faceva parte dei possessi dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici
dell'Ospedale di S. Maria Vergine di Gerusalemme in Puglia, ordine
cavalleresco religioso i cui scopi erano la difesa della cristianità
e l'assistenza ospedaliera delle popolazioni colpite dai massacri
causati dalle invasioni saracene.

La Chiesa, abbattuta e riedificata due volte, nella seconda riedificazione
fu modificata nell'antico assetto con la suddivisione in tre navate
dell'unica precedente e con l'aggiunta, sul prospetto esterno, del
portico - sagrato che, pare, venisse utilizzato come riparo da coloro
che arrivati in Gallipoli in tarda ora trovavano chiuso il ponte
levatoio di accesso alla città.
All'interno, nella navata centrale, il tetto a capriate è
coperto da un prezioso soffitto a cassettoni del '700 con
lacunari e con al centro, il dipinto della Vergine del quale non
si conosce l'autore; la tradizione vuole che il volto delicato della
Madonna guardi le persone in qualunque angolo della Chiesa esse
si trovino.
Di pregevole fattura la tela di S. Cristina nella navata a sinistra
del presbiterio e qui il gruppo in cartapesta della Visitazione
a sinistra del quale è collocata l'antica statua lapidea
di S. Nicola mutila in più parti ritrovata nel 1981 murata
in una nicchia della sacrestia.Faceva parte della Chiesetta, di
origine bizantina, dedicata al Santo, situata nei pressi dell'attuale
Capitaneria di Porto e distrutta quando fu fatto l'ampliamento della
strada di accesso alla città e furono sistemate le condutture
dell'acqua per la Fontana.
Sulla parte orientale della facciata della Chiesa si può
ammirare il Campanile: costruito nella seconda metà del settecento,
era dotato di tre compane sostituite, nel tempo, da quelle attuali;
la più antica denominata "grande", opera di una
fonderia gallipolina, risaliva al 1608.
Articolo curato dalla Sig.ra Cristina Pagliarini
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