Le case a corte
l'edilizia Gallipolina
L'edilizia domestica, in Gallipoli, è caratterizzata dalla
"casa a corte" dove la corte, piccola o grande
che sia, è piazza, spazio socializzante, fonte di aria e
luce per le abitazioni che in essa si affacciano.
Ogni corte è diversa dall'altra: i Gallipolini , nel costruire,
hanno dovuto tener conto della ristrettezza della superficie dell'isolotto
e quindi hanno edificato in altezza, senza piano regolatore, addossando
le case le une alle altre, il tutto con razionalità senza
lasciare nulla al caso. Sorprendono i giochi architettonici con
un articolarsi di spazi aperti e chiusi e i quattro muri che delimitano
la corte si può dire definiscano il pezzo di cielo comune
a tutte le abitazioni.
Si fa fatica a capire i collegamenti tra i piani, ad intuire i
contorni di ogni proprietà e quindi stabilire quanti nuclei
familiari ci abitino.
La scenografia si arricchisce di ballatoi, porte, balconi, arcate,
scale dagli alti gradini che portano ai piani superiori e ancora
più in su, in terrazza, sulla "turre"
mentre i locali a piano terra, una volta, erano adibiti a stalla,
bottega o altri usi.
Alcune corti sono impreziosite da una balconata, "il
mignano", posta sul portale d'ingresso; questo balcone
che si sviluppa per tutta la larghezza della corte stessa è
una eredità romana: Gaio Menio, censore romano, faceva costruire
sopra le "tabernae" il "maenenium"
magari appoggiato a mensole eleganti. E così si presenta
il mignano in Gallipoli appena sporgente e chiuso da due parapetti,
un buon punto di osservazione per chi era in casa; si poteva vedere
quello che accadeva in strada senza essere visti, seguire il funerale
o la processione, scorgere l'innamorato.
Comunque impiegato, sia nei percorsi primari che in quelli secondari,
il mignano fa bella mostra di se in alcuni vicoli ciechi e non è
solo un affaccio sulla strada ma anche un elemento architettonico
che rende più bello l'effetto scenografico della corte.
|